di Enzo Costantino
14 novembre 2025. C’è un modo tutto calabrese di vivere novembre: respirare il sole pieno dell’“estate di San Martino”, attraversare i monti e ritrovarsi tra i profumi del mare e degli agrumi.
Così, partendo da Paola, sulla costa tirrenica, ho intrapreso un itinerario che da ovest a est taglia la regione, fino a raggiungere Corigliano-Rossano, passando per Tarsia e i suoi laghi incastonati tra le colline del fiume Crati.

Un viaggio che è anche un incontro con tre eccellenze calabresi: clementine, olio e liquirizia.



Domani, 15 novembre, si conclude la mia partecipazione al Trofeo Internazionale “Borghi in Moto”, competizione che mi vede al primo posto in classifica.

I Borghi più belli d’Italia, sono stati protagonisti di questa esperienza straordinaria, ma oggi vado a scoprire e raccontare altri luoghi — magari meno noti, ma altrettanto meritevoli di visita, di attenzione e di amore.
Così è nata questa giornata di viaggio nel cuore della Calabria più autentica, tra mare, radici e luce.

Da Paola a Rossano: il viaggio del gusto e della luce
La partenza da Paola, città di San Francesco, avviene lungo la Autostrada del Mediterraneo (A2), la grande dorsale che unisce il Nord e il Sud d’Italia correndo tra montagne e mare.
Il percorso è un susseguirsi di panorami: vallate che si aprono tra gli uliveti, colline che profumano di erba e sale, e poi, all’improvviso, la discesa verso lo Ionio, dove la luce cambia e il paesaggio si addolcisce.
Superato Tarsia, con i suoi laghi e le distese d’acqua che riflettono il cielo limpido di novembre, la strada costeggia il fiume Crati, fino ad arrivare a Rossano, città bizantina e cuore della liquirizia calabrese.
La famiglia Amarelli: quattro secoli di dolce radice

La storia della famiglia Amarelli affonda le radici nel XVII secolo, quando iniziò la raccolta e la lavorazione della liquirizia (Glycyrrhiza glabra), pianta spontanea che cresce rigogliosa lungo le coste ioniche.
Nel 1731 venne fondato il primo concio, l’opificio per la trasformazione delle radici in succo e poi in bastoncini e confetti. Da allora, la tradizione non si è mai interrotta.


Oggi la Fabbrica Amarelli rappresenta una rara combinazione di storia, innovazione e identità calabrese, tanto da essere inserita tra le Imprese Museali d’Italia e riconosciuta dal Touring Club Italiano come eccellenza del gusto e della cultura.
Il Museo della Liquirizia: dove la dolcezza diventa racconto
Accolto con il calore tipico di questa terra da Cinzia, guida storica dell’azienda, ho potuto visitare sia la fabbrica che il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”.



Un luogo unico, dove la tradizione incontra la memoria. Tra antichi strumenti, archivi di famiglia, stampe e confezioni d’epoca, si percepisce la passione di generazioni che hanno saputo custodire un sapere antico.
Ogni oggetto racconta una storia: le mani che raccolgono la radice, il profumo intenso del succo che cuoce lentamente, le etichette che hanno attraversato secoli di storia calabrese.







La pianta di liquirizia: un tesoro della terra calabrese
La liquirizia, dal nome scientifico Glycyrrhiza glabra, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Fabaceae, amata fin dall’antichità per le sue proprietà.
Dalle sue radici legnose si estrae la glicirrizina, una sostanza naturalmente dolce — fino a cinquanta volte più dello zucchero — con effetti antinfiammatori, digestivi e lenitivi.
Gli Egizi la usavano nelle bevande calmanti, i Greci la consideravano una medicina preziosa, i Romani la portavano negli accampamenti come rimedio contro la sete.


In Calabria, il terreno argilloso e il clima mite delle coste ioniche creano le condizioni ideali per una qualità unica, considerata da molti la migliore liquirizia del mondo: densa, aromatica e profumata di mare.
Tra mare e radici: una giornata d’autunno che sa di sole
Lasciando il museo e rientrando verso Tarsia e Paola, il sole di novembre continua a scaldare l’aria.
Nei mercati, le clementine IGP profumano d’arancio, l’olio nuovo brilla nei bicchieri come oro liquido, e la liquirizia Amarelli resta sulla lingua come un dolce ricordo di Calabria.



Una giornata speciale, un piccolo viaggio che attraversa la regione da mare a mare, ma che lascia dentro la sensazione di aver toccato l’anima profonda di una terra antica: autentica, ospitale e piena di luce anche in autunno.
Tappa finale a Tarsia: l’olio biologico dell’Azienda Olearia Armentano
Sulla via del ritorno verso Paola, mi fermo ancora una volta a Tarsia, dove tra gli uliveti che profumano di vento e di terra viva sorge la Azienda Olearia Armentano John Loris.






Qui si produce un olio extravergine d’oliva biologico di grande qualità, frutto di una coltivazione rispettosa dell’ambiente e della tradizione. Gli ulivi, curati con metodi naturali, donano un olio dal gusto fruttato medio, con note di erba appena tagliata e mandorla verde, simbolo della genuinità calabrese.






Nel piccolo frantoio, la spremitura a freddo e l’imbottigliamento curato conservano profumi e fragranze intatte.
Assaggiare questo olio è come chiudere il viaggio con un gesto di semplicità e autenticità: un pane caldo, un filo d’oro verde e il sapore vero della Calabria.
Un itinerario di novembre tra Paola, Tarsia e Rossano, lungo l’Autostrada del Mediterraneo, tra laghi, agrumi, olio e la magia della liquirizia più buona del mondo.
Di seguito tutte le foto:
Paola CS

Rossano Calabro CS – Fabrica AMARELLI




















































Tarsia CS – Azienda Olearia ARMENTANO














