L’ 11 giugno scorso è stato l’ anniversario di nascita del compianto cav. Virgilio Cilli che avrebbe compiuto 104 anni.
Nell’ epoca dei social il genetliaco diventa occasione per salutarsi, rivedersi (sia pure on line), insomma per condividere con gli amici la lieta ricorrenza. Si tratta di una nuova pratica, legata, come detto, all’ epoca social. Da cui vorrei prendo spunto per ricordare non solo la persona del cav. Cilli, ma anche le opere sue e della sua generazione.
Virgilio era nato a San Salvo agli inizi degli anni venti del secolo scorso, come Lillino Artese, come Luigi Ruggieri, come Mimì Vicoli e come tanti altri di quella generazione che sarà chiamata nell’ immediato secondo dopoguerra a ricostruire e rilanciare il Paese, partendo dal proprio paese. Fu una generazione che fece la guerra, subì lo sbandamento dell’8 settembre o le prigionie. E che nel ’46 scelse la Repubblica e si impegnò nei ricostruiti partiti di massa: la Dc, il Pci e il Psi.
Virgilio, formatosi nell’ Azione cattolica, fu sempre vicino a Don Cirillo, il parroco di quella generazione, e a Don Lillino Artese, il leader locale del trentennio post bellico. Fu imprenditore e gestore del primo distributore di carburante collocato lungo Via Roma, al tempo strada nazionale e quindi grande via di comunicazione tra il nord e sud dell’ Italia prima che si iniziasse ad usare la A14.
Ma non si dedicò solo al suo lavoro: ricoprì vari incarichi sociali, tra cui la presidenza della Us San Salvo, la presidenza della Pro Loco e la presidenza del Comitato San Vitale 1980. Fu fondatore della Democrazia cristiana, anche se non volle quasi mai incarichi politici amministrativi diretti (accettò di candidarsi al Comune una sola volta: alla metà degli anni ’70). Fu un dinamico creativo capace di dare tante idee al suo grande amico Artese che, da sindaco e deputato regionale e nazionale, le attuò.
Fra tutte, l’ idea più importante che ebbe il Cav. Cilli fu quella di utilizzare il terreno ricavato dallo sbancamento della Siv per riempire il fosso “a lu quarta abballe” e realizzare la villa comunale oggi intestata a Remo Gaspari, suo amico e coetaneo. È il caso di onorare la memoria del cav. Virgilio Cilli, intestandogli una via, una sala o un’ opera pubblica, anche come atto di riconoscimento a quella infaticabile generazione.
