Molti si chiedono cosa succederà nella seduta di seconda convocazione del Consiglio comunale di oggi alle 19 a San Salvo.
QUESTO IL SINTETICO RIEPILOGO
Ieri era c’è stata la prima convocazione con vari punti in discussione, a partire da 2 mozioni. 2 gli assenti fin dall’inizio della seduta: Marika Bolognese e Nicola Di Ninni. La mozione sui dissuasori nel centro storico è stata respinta con 8 voti dei magnacchiani. I quali hanno respinto anche l’altra mozione, quella su trenitalia e nonostante il vicesindaco nella sua relazione ne avesse condiviso il contenuto. Perché questa ulteriore bocciatura? Forse non dare soddisfazione ai tre dissidenti? E’ probabile che questi ultimi l’abbiano considerata una sorta di goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo le reiterate non considerazioni delle loro persone e delle rispettive posizioni.
Non si è, invece, discusso dei successivi punti tra cui quello fondamentale relativo al rendiconto di gestione, perché se ne sono andati: Nicola Argirò, Alfonso Di Toro, Giancarlo Lippis, Giovanni Mariotti, Emanuela Tascone, Michela Torricella e Fabio Travaglini, che sommati ai suddetti due assenti fin dall’inizio hanno lasciato in aula gli 8 magnacchiani, quando invece in prima convocazione sono necessari nove consiglieri. Per cui si è andata ai supplementari e stasera basteranno solo sei presenti per la validità della seduta, quindi è verosimile supporre che il match si disputerà.
QUALE SARA’ L’EPILOGO?
Sicuramente gli 8 magnacchiani presenti ieri (Emanuela De Nicolis, Carmen Di Filippantonio, Angelo Fabrizio, Carla Larcinese, Tiziana Magnacca, Claudio Mastronardi, Roberto Rossi e Maria Travaglini) voteranno sì.
Il rendiconto non passerebbe, determinandosi così lo scioglimento anticipato della legislatura, se gli altri 9 di ieri (tra assenti dall’inizio ed assentatisi dopo) andassero tutti in Consiglio e votassero contro l’approvazione. Anzi, basterebbe che andassero e votassero contro anche solo in 8, perché se finisse in parità, il punto non risulterebbe approvato.
Ci si interroga, fin da ora, sul motivo per il quale Di Toro e Lippis (2 degli eletti a sostegno della De Nicolis, che sarebbero stati 3 se Di Ninni non avesse passato la serata al Pronto Soccorso per un malore) siano usciti dall’aula insieme alla minoranza facendo cadere il numero legale. Peraltro al momento non si conoscono i motivi dell’assenza in aula fin d’all’inizio della seduta dell’avvocato Bolognese, ma non risulta che la stessa abbia avuto problemi e dissapori con il suo gruppo per fare scelte in dissenso, tuttavia cosa succederà per davvero lo sapremo più tardi.
Ne abbiamo parlato anche nella rassegna stampa di questa mattina e ne parleremo ancora nel corso di queste concitate ore: seguiteci.
