Il rendiconto di gestione al Comune di San Salvo è passato con 9 voti a favore: gli 8 magnacchiani a cui si è aggiunto Nicola Di Ninni in dissenso dal gruppo consiliare San Salvo popolare e liberale del quale è capogruppo. Gli altri due suoi colleghi (Alfonso Di Toro e Giancarlo Lippis) hanno invece votato contro insieme a cinque consiglieri di minoranza: Nicola Argirò, Giovanni Mariotti, Emanuela Tascone, Michela Torricella e Fabio Travaglini. Si è astenuta l’altra consigliera di minoranza Marika Bolognese.
Il capogruppo d’ Opposizione Fabio Travaglini, parlando del “recupero” di due assenti di ieri (Di Ninni e Bolognese) che oggi hanno votato in dissenso dai rispettivi Gruppi, ha evocato Razzi e Scilipoti, i due parlamentari che nel 2013 tradirono i gruppi di appartenenza per salvare il Governo Berlusconi. Tanto si è discusso di quella vicenda, ma ancora oggi non è dato sapere se e cosa abbiano avuto in cambio Razzi e Scilipoti dal Cavaliere.
Noi, invece, siamo in grado di riferire cosa DOVREBBE avere in cambio Nicola Di Ninni per aver “tradito” i suoi due compagni di gruppo ed essere “tornato” tra le braccia di zia Titty pur avendo molto criticato i suoi metodi amministrativi.
A Di Ninni è stata promessa la presidenza del Consiglio comunale in una call con il coordinatore provinciale di Forza Italia ed il vertice della Regione Abruzzo. E’ stato lo stesso “recuperato” a raccontare questa circostanza a persone che, ove dovesse servire, saranno chiamate a testimoniare. Non si comprende perché l’ ambita presidenza promessa messa per iscritto e fatta a Lippis debba essere data ora a Di Ninni cui, invece, la promessa è stata solo verbale.
Non siamo in grado di riferire se e cosa sia stato offerto alla Bolognese per astenersi. In entrambi i casi, pare che non ci siano stati dissapori con i gruppi di appartenenza. Anzi, Marika Bolognese ha pubblicamente ringraziato Fabio Travaglini. Deduciamo che, se uno/a non ha avuto problemi con il suo gruppo politico e non se ne va dunque per averci litigato, il motivo del “trasferimento” vada ricercato o in qualche promessa (come quella ricevuta e riferita da Di Ninni) o in qualche altro motivo non detto in aula per giustificare gli “improvvisi cambi di opinione”.
Durante la seduta, Di Ninni non ha parlato proprio e la Bolognese ha invece detto semplicemente che era passata nel gruppo misto e si asteneva nell’ interesse dei cittadini; Di Toro e Lippis, invece, hanno ben spiegato perché hanno definitivamente lasciato la maggioranza, (ri)litigando in pubblico col sindaco che ha adombrato “richieste non consone alla Legge Bassanini” e, con poca eleganza, rimproverato a Di Toro i legami famigliari con un giornalista.
Quindi, come avevamo previsto, si è cominciato a parlare di non rispetto della Legge…Bassanini. A breve è probabile che si parlerà di non rispetto di altre Leggi e di trasparenza e legalità circa alcuni atti, di cui Di Ninni si è occupato nel periodo di “temporanea opposizione” come capogruppo di San Salvo popolare e liberale
