Malapolitica è un termine forte, mai usato a San Salvo, adoperato nel commento del Psi sull’ultimo Consiglio comunale. Il concetto mi è stato meglio precisato nella Rassegna stampa di Ods lunedì scorso dal segretario socialista Antonio Posata che purtroppo ho eliminato, ma solo perché avevo sbagliato a condividere lo schermo. Tanti mi hanno chiesto cosa fosse successo, personalmente ho chiesto di ripetere l’intervista e mi scuso per l’inconveniente. Tuttavia prendo a prestito il termine malapolitica per commentare gli ultimi interventi politici dei media.

1 – Il comunicato della maggioranza rivolto a Giancarlo Lippis condito di miele avvelenato non è, come può apparire, un appello a “rientrare” in nome del glorioso passato. È l’anticipo della risposta allo stesso Lippis, allorquando costui mostrerà l’impegno scritto (ed ovviamente disatteso) di eleggerlo presidente del Consiglio comunale in caso di elezione alla Regione del presidente in carica. Tra le righe del comunicato, infatti, si legge:
“Vi è sempre stata la piena disponibilità a riconoscergli un ruolo di primo piano, anche con la proposta di affidargli un assessorato o la Presidenza del Consiglio Comunale, qualora avesse deciso di non cumulare più incarichi per la propria Lista”. Tradotto dal legalese dei nostri politici o dal politichese dei nostri legali significa: “gliel’ avremmo fatto fare il presidente se lui avesse fatto dimettere la Marinelli”. Buona politica sarebbe stato non scrivere, perché tra persone serie che condividono un progetto politico serio non c’è bisogno di fare accordi scritti: dovrebbe bastare la parola. Dell’ eccessivo cumulo di carico della Lista Lippis/Marinelli, la buona politica se ne sarebbe accorta prima e non dopo le elezioni regionali. La buona politica non avrebbe approfittato della buona fede di Lippis promettendogli la carica di sindaco per poi preferirgli la De Nicolis in consultazioni interne poco chiare. La buona politica non lo avrebbe messo in condizione di non accettare l’assessorato per paura di essere defenestrato dopo la nomina. È proprio il percorso amministrativo fatto da Lippis ed irto di fregature che lui non può più accettare… semplicemente perché non si fida più della malapolitica.
2 – Nell’ultima sua intervista, Nicola Di Ninni dice di Forza Italia: “Le ipotesi sono il commissariamento del circolo se si ritiene che non ci sono le condizioni per proseguire, il rigetto della mozione di sfiducia o che gli sfiducianti vadano via”. Visti i buoni rapporti che ha coi vertici provinciali e regionali azzurri, è probabile che ne abbiano discusso delle ipotesi di commissariamento del circolo e del rigetto della mozione di sfiducia (atteso che gli sfiducianti non se ne andranno). Il commissariare un intero circolo non sarebbe buona politica. I curriculum degli sfiducianti che Di Ninni elenca solo adesso gli erano noti anche prima che si facesse eleggere da loro medesimi: malapolitica è accorgersi del percorso di Marcello ed Argirò dopo il congresso costitutivo e non prima.
3 – Di quanto è accaduto a destra se ne sta parlando ampiamente: vedasi anche i due punti precedenti. Di quanto è accaduto a sinistra se n’è parlato solo nelle rassegne stampa di Ods da parte con Fabio Travaglini e Stefano Moretti. Questo silenzio assordante è probabilmente dovuto al timore di nominare l’assessore regionale alle attività produttive, ma proteggere o temere i potenti, per quanto leader carismatici, in democrazia è malapolitica.
CONCLUSIONI
Lo scontro a San Salvo sarà tra la malapolitica e chi l’avversa. Coloro che non hanno il coraggio di schierarsi oppure lo perdono strada facendo non pensino di fare buona politica. Sono soltanto vasi di coccio tra vasi di ferro.

