Il Dietrofront nella terza Commissione del Consiglio regionale
La riunione odierna della terza Commissione del Consiglio regionale, convocata congiuntamente con la prima ha visto il dietrofront di Tiziana Magnacca sul controverso progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale della riforma dell’Agenzia regionale attività produttive, oggi commissariata.
Infatti, la norma confezionata dall’assessore alle Attività produttive prevedeva la creazione di una “good company”, la nuova Aruap, e una “bad company”, la vecchia Arap, che si sarebbe dovuta accollare i 20 milioni di debiti con la fusione del Consorzio industriale di Chieti e Pescara, e con la prospettiva della liquidazione. Cosa che non succederà, perché sono stati approvati gli emendamenti con primi firmatari Emiliano Di Matteo, di Fi, e di Nicola Campitelli, FdI, che cancellano la bad company, senza fusione con il consorzio industriale, che andrà a liquidazione, e con il controllo dell’Arap in capo al Consiglio regionale, contro lo scippo della Giunta, con allargamento del cda da 3 a 5, con la sola nomina del presidente in capo alla giunta, gli altri 4 membri al consiglio.
Gli esponenti di Abruzzo Insieme Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna hanno dichiarato: “Ciò che è andato in scena oggi, nelle sedute congiunte di commissione sul progetto di legge istitutiva dell’azienda regionale unica attività produttive rappresenta il fallimento e soprattutto la sonora bocciatura che la stessa maggioranza di centrodestra, a guida Marsilio, ha inferto al proprio Assessore Tiziana Magnacca, principale protagonista del Progetto di Legge”. “Crediamo che quanto accaduto oggi rappresenti, in primis, un’ammissione di colpa circa le criticità, ampiamente e ripetutamente segnalate dalla pressoché totalità dell’opposizione, della proposta di legge nella sua versione originale. L’aver poi previsto un processo preventivo e propedeutico di due diligence sui conti del consorzio Chieti Pescara, certifica la bontà degli appunti mossi, in ogni sede, sul rischio che la situazione di tale struttura affossasse irreversibilmente la posizione dell’agenzia regionale, che già di per sé non naviga in acque felici.
Incredibile che ci siano voluti mesi e mesi per arrivare ad un percorso che questa opposizione, nel mero ed esclusivo interesse degli abruzzesi, aveva ampiamente suggerito. Ad ogni buon conto, ripartiamo dalla saggia decisione della commissione, assunta su nostro impulso, di sospendere l’iter approvativo in attesa dell’audizione dell’Assessore Magnacca e soprattutto delle parti sociali che abbiamo chiesto di audire”. “Da parte nostra continueremo ad impegnarci a testa bassa al fine di ottenere un testo di legge che sia effettivamente valido ed efficace e che renda l’ARAP una struttura in grado di soddisfare appieno gli interessi di imprenditori che hanno investito, o che intendono investire, nelle aree industriali presenti nelle varie provincie” concludono.
Dello stesso tenore, il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci che ha dichiarato: “Gli emendamenti della maggioranza a firma Di Matteo e Campitelli rappresentano un netto cambio di rotta rispetto al disegno di legge sulla costituzione della nuova Agenzia per le Attività Produttive presentata dall’Assessore Magnacca, intervenendo sia sul percorso di fusione con il Consorzio Industriale Val Pescara rendendolo legittimo ai sensi di legge, sia ripristinando le nomine in seno al Consiglio Regionale. Il progetto fallimentare presentato dall’assessore alle Attività produttive, valutato negativamente sin dal primo istante dalle opposizioni, è stato affossato e smentito da Marsilio e dalla maggioranza stessa”,
“Gli emendamenti discussi oggi sul disegno di legge voluto dall’assessore Magnacca su Arap/Aruap, sconfessano la sua linea e quella dell’esecutivo – incalza Paolucci – . Il Consiglio regionale censura molti aspetti dubbi del testo, praticamente riscrivendolo e così creando un pasticcio istituzionale grave anche politicamente, questo dopo mesi di attesa della riforma dal pomposo annuncio dell’operazione e di stallo dell’operatività dell’importante braccio operativo della Regione qual è l’Arap. Una censura pesante, a fronte di altrettanto pesanti dubbi di legittimità sia tecnica che politica che aveva il testo e che siamo stati i primi a denunciare chiedendone la revoca, per i profili di danno potenziale e colpa grave che la stesura presentava a carico della Regione.
“La maggioranza ha di fatto vanificato una riorganizzazione voluta dall’assessora per l’ARAP risultata in un senso persino contrario alle norme del Codice Civile. Un punto nodale, poi, è l’attribuzione al Consiglio Regionale della competenza per le nomine all’interno dell’ARAP, una scelta che sposta il baricentro decisionale e la responsabilità delle scelte dirigenziali dall’esecutivo all’organo legislativo, contrariamente a quanto disposto in origine. Resta però da chiarire la dichiarata situazione debitoria dell’ARAP cosi come si continua a ritenere che la nuova Agenzia debba occuparsi delle questioni inerenti le aree industriali e non come avvenuto in questi anni avere ulteriori compiti, che dietro la nominativa funzione di “Promozione del territorio” ha poi nascosto persino spese per il “Festival Della Birra”. “Nonostante le ripetute segnalazioni e la necessità di affrontare con urgenza le criticità finanziarie dell’Ente, l’attuale confronto non ha offerto soluzioni concrete, o un piano per il risanamento che deve occuparsi di manutenzioni assenti e sempre a carico delle imprese. La Regione prima di fare promozione dovrebbe occuparsi di migliorare le zone industriali, cosa che non abbiamo ancora visto accadere. La Commissione ha concluso i suoi lavori con l’impegno di riconvocare l’Assessore competente per audirla sugli emendamenti presentati dalla maggioranza, radicalmente impattanti rispetto al testo di Giunta. Una sorta di “forche caudine” per la Magnacca, sfiduciata nel merito del proprio operato”.
