Il Partito Socialista della Regione Abruzzo esprime profondo rammarico e indignazione per la bocciatura della proposta di legge regionale sul fine vita, sostenuta da oltre 8.000 cittadine e cittadini abruzzesi che, con la loro firma, hanno chiesto con forza un dibattito serio e rispettoso sui diritti individuali e sulla dignità della persona.
La motivazione addotta dalla maggioranza di centrodestra – ovvero l’incompetenza regionale in materia – è un alibi tecnico che cela una volontà politica chiara: eludere un confronto sul merito e voltare le spalle a chi soffre, a chi chiede chiarezza, tempi certi e rispetto delle proprie scelte di fine vita.
È inaccettabile che si parli di “convinzione” sull’urgenza di una norma, per poi rifiutarsi di compiere l’atto politico necessario per costruirla. Se davvero si condivide l’idea che la questione non è più rinviabile, allora si ha il dovere morale e istituzionale di agire, come ha fatto la Regione Toscana, che – pur consapevole dei rischi di un’impugnativa – ha scelto di stare dalla parte dei cittadini, non del formalismo paralizzante.
La bocciatura di questa legge è una sconfitta della politica, quella che dovrebbe essere capace di ascoltare, interpretare e rispondere alle istanze della società civile. È una sconfitta per le istituzioni regionali che hanno deciso di ignorare il diritto all’autodeterminazione, riconosciuto dalla Corte costituzionale con la sentenza 242/2019 (caso Cappato – DJ Fabo), riaffermato nel 2024 in merito all’obbligo del Servizio sanitario di intervenire con prontezza.
L’Abruzzo perde un’occasione per mettersi al passo con una realtà che già esiste: quella dei pazienti che chiedono aiuto, dei medici lasciati senza tutele operative, delle famiglie in attesa, delle sentenze che condannano le Asl per omissione. Le firme raccolte con l’impegno dell’Associazione Luca Coscioni e di tantissimi volontari non sono carta straccia, ma espressione concreta di partecipazione democratica. Ignorarle significa calpestare la fiducia dei cittadini nella possibilità di incidere nelle scelte pubbliche.
Il Partito Socialista abruzzese continuerà a battersi per una legge regionale sul fine vita, che dia certezza ai malati e supporto a chi lavora nel sistema sanitario. Ringraziamo chi, tra le forze di opposizione, ha sostenuto questa battaglia con coerenza e coraggio. Non ci fermeremo davanti a un voto miope e ipocrita.
Continueremo a lottare affinché ogni cittadino abruzzese possa essere davvero “libero subito” – nella vita, nella sofferenza, nella scelta.
La Federazione Regionale
Partito Socialista Abruzzese
