“Mamma son tanto felice perché ritorno da te” cantava Beniamino Gigli per celebrare il figlio, emigrato, che tornava a casa. Ma c’è anche chi da casa non è mai potuto andarsene. Come Barbara Di Croce, figlia di Anna Frasca. Che, al pari del figlio che torna, è felice di stare con la figlia che resta e che ha bisogno di tutto. E lei glielo garantisce, semplicemente, naturalmente.
L’ amore vicendevole madre/figlio non risente dell’ organizzazione sociale che si danno i contesti in cui i soggetti vivono. Sia che si tratti di società semplice che complessa, il rapporto madre/figlio non cambia. Sia che si viva nelle società primitive che in quelle liquido-digitali , mamma e figlio vivono indissolubilmente legati ed i rispettivi sentimenti si autoalimentano reciprocamente. Questo perché si tratta di legami che non sono generati da costruzioni sociali, ma direttamente dalla natura.
Il figlio nasce nella e dalla madre, è parte di essa nella gestazione ed ha bisogno del suo latte nei primi tempi di vita. Nel caso della mamma umana ha bisogno anche della sua trasmissione integenerazionale nel periodo formativo infantile in cui si è più predisposti all’ apprendimento. I gesti, le coccole, le parole dei primi anni di vita restano nella memoria conscia ed inconscia che sarà foriera, come si diceva, dell’indissolubilità di quel legame naturale che diventa anche sociale, in quanto riconosciuto da ogni società di ogni tempo e di ogni latitudine.
Cosa che hanno dimostrato coloro che ho intervistato il giorno del 50° di Barbara Di Croce e che hanno, tutti, sottolineato il ruolo di Anna, come mamma che vive in simbiosi con la figlia, senza mai lasciarla. E soprattutto senza soffrire per questa sua condizione che la tiene ancorata a casa sempre, in ogni ora del giorno e della notte, a Pasqua e a Natale, d’inverno e d’estate. Anzi ne trae autostima, perché fa quel che deve e tutti gliene danno atto.
Nel caso di Anna, il suo benessere non è andarsene in giro, non è fare carriera, non è divertirsi, ma stare a casa, a fare la mamma senza troppe pretese, perché si diverte con un gesto, un’occhiata, un sorriso che vuol dire grazie di esserci. A San Salvo tutti lo sanno e per questo in centinaia hanno accettato l’ invito di Anna di venire al 50° compleanno di Barbara, dove abbiamo celebrato la figlia festeggiata, ma anche la mamma festeggiante. Due donne, unite da quel legame ancestrale e trasversale che attraversa le latitudini e le ere geologiche e che resta uguale sempre e ovunque, perché in fondo mamma e figlio sono una sola cosa. Una cosa in due. Come Barbara e Anna che ringraziamo per averci fatto partecipare ad un bell’evento sociale (eravamo in tanti) modellato però da Madre Natura.
