Giorno 5 – Dalla Dordogna all’Atlantico, tra spiritualità, borghi e imprevisti
Di Enzo Costantino – 15 maggio 2025
Dopo giorni trascorsi tra i boschi e le pietre antiche della Dordogna, oggi ho lasciato il cuore rurale della Francia per cominciare una nuova fase del mio viaggio: l’incontro con l’oceano. La meta finale della giornata è Nieulle-sur-Seudre, nel dipartimento della Charente-Maritime, dove dormirò per tre notti nel tranquillo Logis du Port Paradis, affacciato su canali e paludi salmastre.
Ma prima, due tappe speciali mi hanno mostrato l’incredibile varietà di questa terra: Aubeterre-sur-Dronne, con la sua chiesa sotterranea unica al mondo, e Talmont-sur-Gironde, un villaggio che sembra sospeso tra cielo e mare.
Prima tappa: Aubeterre-sur-Dronne, il borgo scolpito nella roccia
Dopo colazione — baguette croccante, burro salato e confettura di prugne — salgo in sella e percorro le strade sinuose della Charente fino a Aubeterre-sur-Dronne, uno dei “Plus Beaux Villages de France”.
La vera meraviglia si trova sottoterra: l’Église souterraine Saint-Jean, scavata interamente nella roccia calcarea nel XII secolo. Colonne alte venti metri, cripte scavate a mano, un’abside monumentale… Qui il tempo sembra essersi fermato. Il silenzio è così potente da diventare parte della visita.
Passeggiando tra le vie bianche del borgo, tra viti rampicanti e botteghe artigiane, mi fermo per pranzo con un piatto della tradizione locale: agnello del Poitou-Charentes alle erbe, accompagnato da un bicchiere di vino rosso leggero e profumato.
Seconda tappa: Talmont-sur-Gironde, tra onde e imprevisti
Nel pomeriggio punto verso l’oceano. Il paesaggio cambia: vigneti, saline, girasoli e quell’aria salmastra che annuncia l’Atlantico. A Talmont-sur-Gironde il tempo sembra sospeso. Le case bianche, le viuzze fiorite e la splendida Église Sainte-Radegonde, costruita a strapiombo sul mare, compongono una cartolina vivente.
Proprio qui però, un piccolo imprevisto: mi accorgo di aver smarrito la carta di credito. Momenti di tensione… poi il sollievo: con l’app della banca riesco a bloccarla in tempo e mettere tutto in sicurezza. Un promemoria utile per chi viaggia: il piano B non è mai troppo.
Ripreso fiato, mi regalo un dolce: canelé alla vaniglia e rum, caramellato fuori e tenero dentro. Ritorna il sorriso.
Arrivo a Nieulle-sur-Seudre e benvenuto atlantico
La luce del tardo pomeriggio tinge d’oro l’estuario della Gironda mentre arrivo a Nieulle-sur-Seudre. Qui, al Port Paradis, tutto è quiete: acqua piatta, cieli larghi, profumo di salmastro.
Sistemo i bagagli e ceno con ostriche freschissime di Marennes-Oléron, servite con Pineau des Charentes, un vino ambrato e intenso che sa di tradizione e territorio.
Questa sera capisco davvero che il viaggio sta cambiando pelle. Dopo borghi medievali e castelli tra le colline, ora sono tra marinai, saline e brezza oceanica. Una nuova Francia mi aspetta — più aperta, luminosa, salmastra. E io sono pronto a scoprirla.
Prossima tappa: il fascino dell’Île de Ré.
Buona strada e gas aperto! 🏍️💨




























