Giorno 8 – Tra Borghi, Castelli e Fiume: Vouvant e Montsoreau
di Enzo Costantino per InternoMare.it – 18 maggio 2025
Oggi lascio alle spalle l’Oceano e mi addentro nell’entroterra, salutando il profumo di salsedine per ritrovare quello della terra umida e dei boschi. La mia meta è la Valle della Loira, ma prima, una deviazione che aspettavo da giorni: la visita a Vouvant, un villaggio carico di leggenda, e Montsoreau, un borgo incantevole adagiato lungo il fiume più maestoso di Francia.
Prima tappa: Vouvant, la fata e la torre
Parto presto da Nieulle-sur-Seudre, attraversando paesaggi che cambiano chilometro dopo chilometro: dalle paludi costiere si passa ai campi coltivati, ai boschi e ai primi rilievi della Vendée. Dopo due ore abbondanti in sella – sempre su strade impeccabili, lisce come velluto – arrivo a Vouvant, uno dei borghi medievali più suggestivi che abbia mai visto.
La leggenda vuole che la Fata Mélusine abbia costruito la torre in una sola notte: salendo sulla Tour Mélusine, l’unica parte rimasta dell’antico castello, capisco perché. La vista sul fiume Mère, che abbraccia il villaggio come in un incantesimo, è pura poesia.
Mi inoltro poi tra le stradine lastricate, visito la Chiesa di Notre-Dame, romanica, austera e affascinante, e perdo tempo tra botteghe di ceramisti, terrazze fiorite e case in pietra.
A pranzo, scelgo un bistrot affacciato sulla piazzetta centrale: jambon de Vendée con mogettes, i celebri fagioli bianchi stufati. Piatti semplici, ma profondi. Qui tutto ha un sapore antico.
Seconda tappa: Montsoreau, il castello che tocca l’acqua
Dopo il pranzo, riparto e punto verso la Valle della Loira, seguendo strade che scorrono tra vigne, campanili e piccoli paesi addormentati nel pomeriggio. Il paesaggio cambia ancora: si fa più aperto, quasi teatrale.
Il Domaine de Mestré, il mio rifugio per le prossime due notti, mi aspetta a pochi chilometri da Montsoreau, la mia seconda tappa.
Montsoreau è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un dipinto. Il castello, costruito direttamente sulle rive della Loira, riflette la sua immagine nelle acque lente del fiume.
Visito il Château de Montsoreau, celebre anche per aver ispirato Alexandre Dumas ne La Dame de Monsoreau. Le sue sale ospitano oggi un museo d’arte contemporanea, in contrasto affascinante con le pietre antiche.
Passeggio poi per il borgo: case in tufa bianco, fiori ovunque, barche ormeggiate sul fiume e un’aria romantica che sa di altri tempi. Un luogo perfetto per rallentare.
Arrivo al Domaine de Mestré, una notte tra le mura della storia
Nel tardo pomeriggio arrivo al Domaine de Mestré, un’ex dipendenza dell’Abbazia di Fontevraud, oggi trasformata in dimora storica e hotel di charme. Mi accoglie un silenzio d’altri tempi, interrotto solo dal canto degli uccelli e dallo scricchiolio della ghiaia sotto le ruote.
Dopo una tisana alle erbe nel giardino interno, prendo posto nella sala da pranzo, tra travi in legno e lume di candela.
A cena, mi lascio tentare da un classico della Loira: sandre au beurre blanc, il delicato pesce di fiume servito con salsa al burro e vino bianco, accompagnato da un calice di Saumur blanc. Eleganza e semplicità, proprio come la terra che oggi mi ha accolto.
Mentre la notte cala e il silenzio avvolge questa antica tenuta, ripenso alla giornata: una fata, una torre, un castello e un fiume leggendario. Ho lasciato il mare, ma ho trovato nuovi orizzonti.
Domani continuerò l’esplorazione della Loira, tra abbazie, vigneti e nuovi racconti da vivere.
Buona strada e gas aperto! 🏍️💨

















