di Enzo Costantino per Internomare. it – 19 maggio 2025.
Giorno 9 – Dopo il riposo nella quiete del Domaine de Mestré, oggi dedico la giornata all’esplorazione dei luoghi che lo circondano, nel cuore della Valle della Loira. Non ci saranno molti chilometri da percorrere, ma ogni passo sarà un viaggio nel tempo: tra le navate silenziose di un’abbazia millenaria, i castelli incantati e le sponde del fiume dove due giganti si incontrano, la Loira e la Vienne.

Prima tappa: Il Castello di Saumur e Fontevraud-l’Abbaye, l’eternità scolpita nella pietra La mattina inizia con una colazione nel cortile del Domaine, tra il profumo di pane fresco e il canto degli uccelli. Dopo una rapida corsa a Saumur per fare benzina, non posso non fermarmi per un rapido passaggio al Castello di Saumur. Il castello, che si erge maestoso sulla Loira, è una delle fortificazioni più belle della regione e offre un panorama spettacolare. Poi, a pochi minuti di strada, raggiungo la Abbazia di Fontevraud, uno dei più vasti complessi monastici d’Europa. Appena varco la soglia, la sensazione è quella di entrare in un’altra dimensione.

Fondata nel 1101, Fontevraud è un luogo dove la storia d’Europa riposa. Nella chiesa abbaziale mi trovo di fronte alle tombe scolpite di Eleonora d’Aquitania, Enrico II d’Inghilterra e Riccardo Cuor di Leone: re e regine che hanno segnato i destini del Medioevo. Le loro statue giacenti, dai colori tenui e dallo sguardo pacifico, sembrano ancora vegliare sulla Loira.
Passeggiando nel chiostro, nella sala capitolare affrescata, nei dormitori e nelle cucine con le alte canne fumarie romaniche, mi immergo in un passato fatto di fede, potere e trasformazioni. Durante la Rivoluzione, l’abbazia fu trasformata in prigione: un paradosso che si percepisce nell’austera bellezza degli ambienti. Mi prendo il tempo per respirare l’atmosfera, camminando lentamente nei giardini ordinati, dove un tempo le religiose cercavano la pace dello spirito. Qui il tempo sembra davvero sospeso.

Seconda tappa: Il Castello di Ussè e Candes-Saint-Martin, dove i fiumi si abbracciano Dopo la visita all’abbazia, mi dirigo verso il Castello di Ussè, un luogo che sembra uscito direttamente da una fiaba. Questo castello, spesso associato alla leggenda di “La Bella Addormentata”, è circondato da un incantevole parco e si affaccia sulla Loira con la sua architettura fiabesca. Dopo una breve visita, riprendo il viaggio e in pochi minuti raggiungo Candes-Saint-Martin, uno dei borghi più belli di Francia. Costruito in pietra chiara, in cima a un piccolo promontorio, questo villaggio domina il punto in cui la Loira incontra la Vienne: un abbraccio d’acqua che sembra una poesia.

Passeggio tra vicoli silenziosi, case fiorite e viste spettacolari sul fiume. Il borgo è legato a San Martino, vescovo di Tours, che morì proprio qui. La collegiata di Saint-Martin, imponente e gotica, sorge sul luogo dove si racconta abbia esalato l’ultimo respiro. L’interno è fresco e sobrio, e il silenzio è quasi sacro. Salgo fino al belvedere sopra il villaggio, dove si ammira uno degli orizzonti più ampi e suggestivi della Loira: vigneti, campanili, argini verdeggianti e le acque che scorrono lente come pensieri profondi.

Rientro al Domaine de Mestré nel tardo pomeriggio, con ancora negli occhi l’immensità di questi luoghi. Dopo una doccia rigenerante, mi siedo a tavola per la cena: oggi scelgo una galantine de volaille aux herbes, servita con lenticchie verdi del Berry e accompagnata da un rosé di Saumur leggero e profumato. La sera cala dolcemente sulla tenuta, e io mi godo il silenzio che solo un luogo
così può offrire. Penso ai re che ho “incontrato”, ai castelli e ai fiumi che ho visto unirsi, e al privilegio di vivere queste emozioni un giorno alla volta, su due ruote.
Domani si riparte, direzione ovest, verso nuove sorprese e strade da scoprire. Buona strada e gas aperto!




















